Nascita

[Titolo originale:  Geburt]

Svizzera 2009. 35mm, 1:1.66, Dolby digital, colori, 76 min.

Geburt Geburt Geburt affiche

Il mistero dell'inizio della vita è al centro di questo film.

Gli spettatori possono partecipare alla nascita di un essere umano in modo intimo. Così si crea un'esperienza elementare, fisica e sensuale. Il film mostra come donne incinte osano e vivono quest'esperienza piena di situazioni non pianificabili e inevitabili. Si vede come contrappongono abbastanza fiducia ai timori e alle incertezze per lasciar andare, ognuna nel suo ritmo di attesa e di ricupero.

Nel film si partecipa a momenti importanti della gravidanza come l'incontro della futura madre con la sua levatrice, il sostegno tra l'uomo e la donna, il vivere insieme quest'esperienza e in fine il momento della nascita che è una delle esperienze più intense nella vita umana e nel quale si mischiano spavento, dolore e grande gioia.

RegiaSilvia Haselbeck, Erich Langjahr
SceneggiaturaSilvia Haselbeck, Erich Langjahr
CastDie Familien:
Franziska Buchmann und Hanspeter Gamma mit Olivia, Mirjam und Elias
Carmen und Giuseppe Cerminara-Lüpold mit Shayenne und Savannah

Die Hebammen:
Esther Fischer-Brun
Patricia Mirer (Geburtshaus "Terra Alta" Oberkirch)

Die Geburtsvorbereiterin:
Cécile Malevez-Bründler
FotografiaSilvia Haselbeck, Erich Langjahr
SuonoSilvia Haselbeck
MontaggioSilvia Haselbeck, Erich Langjahr
MusicheCarmela Konrad, Gesang, "Melodien für uns"
Beat Föllmi, Perkussion, "Heartbeat"
Lea Dudzik, Gesang, "Aus den Reihen"
Manuel Troller, Gitarre
Martina Berther, Elektrobass
CollaboratoriTonschnitt, Mischung: Guido Keller
Grafik/Plakat: Art Ringger + Marion Lastin
Durata76 min.
Formato35mm, 1:1.66, Dolby digital
Versioni disponibiliSchweizerdeutsch / deutsch untertitelt / english subtitles / sous-titres français
Vendita DVD e vidéoDVD   [ordinare]
Prima mondialeNyon 2009
FestivalNyon, Visions du réel 2009 (Competition internationale)
Locarno, Festival del Film 2009
Int. Leipziger Festival 2009
Int. Hofer Filmtage 2009
Solothurner Filmtage 2010
Würzburg, 36. Int. Filmfestival 2009
Augsburg, Tage des unabhängigen Films, 15.- 24. Oktober 10
St. Gerold, Walser Herbst 2014
PremiDokumentarfilmpreis 36. Int. Filmfestival Würzburg
Diffusione TVSRF, 15. Mai 2013
ProduzioneLangjahr-Film GmbH, Luegstrasse 13, CH-6037 Root
Tel. +41-41-450 22 52 – Fax +41-41-450 22 51
E-mail: info@langjahr-film.chinviare questo messaggiowww.langjahr-film.ch
Diritti mondialiLangjahr-Film GmbH
Distribuzione
e internazionale
Langjahr-Film GmbH, Luegstrasse 13, CH-6037 Root
Tel. +41-41-450 22 52 – Fax +41-41-450 22 51
E-mail: info@langjahr-film.chinviare questo messaggiowww.langjahr-film.ch

Projezioni


Rassegna stampa

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«Le spectacle de la naissance hors de toute médicalisation intempestive, les gestes naturels, des images justes dans le temps de la vie qui advient.» (Catalogue Nyon)


Un film tutto svizzero sulla vita

Un mistero che la natura non svela...

Un film tutto svizzero "Geburt, la nascita" (CH 2009), realizzato dai coniugi Silvia Haselbeck e Erich Langjahr, i quali per mesi hanno seguito e filmato donne incinta fino alla nascita dei loro piccoli. Il filmato è molto rispettoso nei loro confronti. Osserva delicatamente le pause e i ritmi delle gestanti, dando il senso dell'attesa. Ed è chiaro, fino al punto da diventare esplicito nell'ultima inquadratura (dove appare la stessa regista incinta), che gli autori hanno attinto dalla loro personale esperienza. Il film inizia da un'intuizione vera, quella della grotta, della caverna: le cavità offerte da madre natura dove si riparano animali e all'interno delle quali ha origine, cresce e vive il mistero della vita. Come accade a noi donne, con la gravidanza, quando la nostra pancia assume la forma di un nido pronto ad accogliere la vita. La nascita, la gravidanza hanno a che fare con la natura, con il misterioso equilibrio che regola tutta madre terra. Ma questo breve film‑documentario pare faccia fatica ad andare oltre il legame della gravidanza con la "natura". Pare a volte confondere ciò che riguardala nascita e la gravidanza con le tecniche naturalistiche di preparazione al parto.

Tecniche oltretutto particolari che vedono donne appese a corde mentre dondolano urlando, mariti che diventano improvvisi massaggiatori infaticabili, ostetriche sorridenti e sagge che sembrano fatine dei boschi. Donne che vivono immerse nella natura e fanno lunghe passeggiate tra le colline e che poi coraggiosamente decidono di partorire in casa assistite da ostetriche e da mariti dallo stomaco di ferro.

Le scene, nude e crude dei parti, non possono non ricordarci che nonostante il dolore, dare alla luce una nuova vitaèl'atto più straordinario e profondamente umano che ci è stato donato. Il film nostrano ha il grande merito di parlare della vita, del Mistero più grande che interessa l'uomo. Ma resta difficile capire quale è, alla fine, la vera natura della Nascita di un bambino. La vita non sarebbe possibile senza un atto di amore (o almeno di passione) tra due persone. Un figlio che nasce è la prova più concreta di questo. La gravidanza, quindi, al di là delle tecniche, resta un periodo ricco di significato e mistero per il solo fatto che c'è e che ha origine in un rapporto. Questo accade indipendentemente dal fatto che la mamma fremarito. Non bisogna insomma essere "bravi". A tutti è stato fatto questo dono, ottimi salutisti, miseri e stressati, intraprendenti ed entusiasti che siano. La vita ha origine, cresce e nasce in noi, attraverso di noi, così come siamo. E non per un nostro sforzo o merito...

G.P. Giornale del Popolo, 27.8.2010


Dopo essere stato presentato in concorso al festival «Visions du Réel» di Nyon dello scorso anno e l'estate scorsa a Locarno nella sezione «Appellations Suisse», Geburt Nascita di Silvia Haselbeck ed Erich Langjahr trova ora anche la possibilità di essere distribuito. Sulla scia dei film realizzati da quest'ultimo non è sbagliato attendersi una descrizione minuziosa e di stampo etnografico dei rituali che diverse pratiche tornate di recente in auge associano all'atto del nascere e alla sua preparazione. Gli autori decidono infatti di seguire attraverso lunghi piani sequenza due nascite che si svolgono in un contesto domestico. Nel primo caso la donna accompagnata da diversi famigliari partorisce in modo armonioso e in apparenza quasi senza dolore nel secondo invece le cose si svolgono in maniera più complessa ma tutto va comunque per il meglio. Geburt colpisce soprattutto come documento concernente un «avvenimento» della vita che ci riguarda tutti ma che costituisce una sorta di tabù per il cine ma tuttora incapace di affrontarlo nella sua integralità In un momento in cui i parti cesarei e la «medicalizzazione» della nascita sembrano guadagnare sempre più terreno il film verità di Silvia Haselbeck ed Erich Langjahr ha il pregio di mostrar ci i fatti nel suo nudo e crudo susseguirsi suggerendo anche forme di simbolismo che fanno parte da sempre della natura umana. Quanto agli effetti benefìci di una nascita «sana» sull'esistenza che seguirà il film non si sbilancia apertamente ma è chiaro che il punto di vista degli autori (che sono anche marito e moglie nonché genitori di tré figli) sposa quello della natura. Una coerenza che si riflette bene anche nei tempi e nei ritmi di Geburt che non forza mai la mano ma scivola via come un momento di vita nascente condivisa con lo spettatore.

Antonio Mariotti, Corriere del Ticino, 25 giugno 2009


Stampa in francese:

[...] Tout au contraire procèdent Silvia Haselbeck et Erich Langjahr, non seulement parce qu’au lieu de l’arrivée de la mort ils décrivent l’éclosion de la vie. « Naissance » est un poème tranquille qui cependant ne sécrète jamais d’ennui. Le cinéma du couple Langjahr est un cinéma de la patience. En observant deux grossesses et naissances, les cinéastes se concentrent sur l’essentiel, mais sans jamais négliger le cinéma, la juste distance du regard comme la logique du découpage (ils font tout à eux deux seuls). L’émotion se dégage de la réalité grâce au prisme d’une caméra qui a le courage du calme: une vraie vision du réel, qu’on retrouvera sur les grands écrans.

Philippe Dériaz, Ciné-Feuilles, mai 2009

Le cinéma d’Eric Langjahr, auquel collabore étroitement depuis plus de vingt années Sylvia Haselbeck, sa femme et mère de deux enfants, est engagé à décrire des gestes, des activités dans leur mouvement originel. Que l’on pense à Das Erbe der Bergler (2006), qui dénote de ce goût de l’observation soutenue de ces paysans de montagne en voie de disparition. Geburt, que coréalise Sylvia Haselbeck, commence par une figure de Madone enceinte (la réalisatrice elle-même) et par des vues de grottes et de cavernes, symboles du ventre de la terre et, partant, du ventre maternel. Suit alors le récit d’une étonnante simplicité, qui s’emploie à montrer des moments de grossesse.
Après quelques séances de préparation de parents, respirer en profondeur!, c’est l’accouchement, rendu dans le temps de son déroulement, qu’aucune coupe intempestive ne vient précipiter. Le cinéma crée son propre rythme de la représentation, qui doit rendre au plus près la durée originelle des événements mis en lumière. Les deux cinéastes, qui ont monté eux-mêmes le film, maîtrisent l’art des ellipses qui ne brusque pas le temps réel.

La deuxième partie du film reprend et approfondit la première. S’impose alors le personnage charismatique d’une sage-femme, Patricia, qui accomplit son métier avec une sérénité et une confiance archaïques. Ses gestes, ses paroles, son sourire, invitent à cette célébration de la vie qu’Eric Langjahr et Sylvia Haselbeck savent filmer dans une juste distance, avec une retenue remarquables. Nulle intrusion dans l’intimité des étapes de la gestation, mais leur présence au sein d’un rituel immémorial, dans lequel la vie est en train d’advenir. L’échographie devient ainsi une expérience spectaculaire, on entend l’enfant en une symphonie précipitée de battements. Nous sommes témoins de ces moments privilégiés, tout comme de la présence si attentive des cinéastes. Est à l’œuvre la maturité d’une conception du cinéma qui sait donner du temps au temps dans la disponibilité d’une vision que rien ne saurait perturber. Geburt rend à la naissance la dimension d’un accomplissement naturel, hors de toute médicalisation intempestive. Le spectacle simplement de la vie qui fait son œuvre.

Jean Perret, dans le catalogue de Visions du réel Nyon 2009


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